La mia Storia

Mi chiamo Chiara Albero, sono italiana ed ho 48 anni, la mia passione per l’India nacque nel lontano 1990, quando feci il mio primo ingresso nella sacra terra della grande madre India! L’impatto fu così forte che ne conservo tuttora un ricordo vivido e intenso ma non posso dire che fu amore a prima vista! Gli odori forti e pregnanti, la folla, l’anarchia del traffico stradale, l’inquinamento acustico e non solo, miseria, sporcizia: insomma vi erano tutti gli ingredienti per un catastrofico debutto. E invece, una volta arrivata sulla riva del lago di Pushkar (Rajasthan) crollò qualcosa dentro di me e finalmente mi lasciai andare… e l’India mi conquistò! Il desiderio e bisogno di approfondire la conoscenza di questo paese e del suo meraviglioso popolo, mi spinse a orientare il mio percorso universitario verso lo studio della sua storia, della cultura, della religione indù e della lingua hindi, fino alla laurea in “storia dell’India moderna e contemporanea”, presso la facoltà di scienze politiche a Torino, con una tesi sperimentale di ricerca su un tema alquanto dibattuto in India, ma che era praticamente sconosciuto qui in Italia: un ambizioso progetto di sviluppo economico nell’area centrale del paese che prevedeva la realizzazione di imponenti dighe  sul fiume Narmada, in Madya Pradesh e Gujarat, per convogliare acqua alle zone industriali principalmente e solo marginalmente alle popolazioni dell’area desertica del Kutch.  Il progetto finanziato dalla Banca Mondiale comportava tuttavia elevati costi sociali e ambientali, denunciati su più fronti da importanti organizzazioni non governative internazionali e locali, a tal punto che il progetto subì una notevole battuta d’arresto. La mia tesi si occupò proprio dell’analisi di questi aspetti contrastanti della politica economica di sviluppo promossa dall’India fin dai tempi dell’indipendenza dall’impero britannico.  L’intero lavoro di ricerca svolto sul campo mi portò a trascorrere oltre un mese nelle zone interessate del progetto.

In quegli stessi anni mi avvicinai anche alla disciplina dello Yoga, guidata da un Maestro indiano per 10 anni, fino all’ingresso in ashram nel 2000 per ottenere il Diploma di Insegnante Yoga, presso il prestigioso Kaivalyadhama Yoga Institute di Lonavla, (Pune, India), dove soggiornai per oltre 2 mesi, intensi e indimenticabili. Quell’esperienza segnò l’inizio di un nuovo importante capitolo della mia vita, quello dell’insegnamento dello Yoga, a cui mi dedico ininterrottamente da allora.

Non ho mai smesso di viaggiare in India, ed ogni viaggio è stato un arricchimento di grande valore sul piano personale, spirituale, professionale e umano, a tal punto da indurmi a voler mettere a disposizione di chi lo desidera la mia esperienza di viaggiatrice e conoscitrice del mondo indiano in tutte le sue sfumature.

Mi piace raccontare e far conoscere un’India diversa da quella che normalmente si vede viaggiando con i tour operator, perché l’India è sì un paese straordinario, ma che spesso scoraggia e disorienta il viaggiatore (soprattutto la prima volta), mai sufficientemente preparato ad affrontare l’impatto con questa terra. Per questo motivo nei miei viaggi faccio in modo che le persone abbiano il tempo di ambientarsi e di superare lo shock iniziale (pressoché inevitabile), fino a sciogliersi, come successo a me, e finalmente lasciarsi conquistare dalla magica sinfonia di colori, aromi, sguardi, rituali di vita quotidiana, ecc.

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